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Bruxismo e serramento dentale

Diagnosi e trattamento presso l’Istituto Gnatologico Italiano.

Ti capita di stringere i denti durante il giorno senza accorgertene? Ti svegli con tensione ai muscoli della mandibola, mal di testa o dolore al viso?

Potresti soffrire di bruxismo o di serramento dentale, due condizioni molto frequenti che possono compromettere il benessere della bocca, dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e dell’intero apparato masticatorio.

Presso l’Istituto Gnatologico Italiano di Roma, la valutazione del bruxismo viene eseguita da specialisti in gnatologia attraverso un percorso diagnostico completo, finalizzato a individuare le cause e le conseguenze cliniche specifiche di ogni paziente.

Che cos’è il bruxismo?

Secondo il consenso internazionale degli esperti, il bruxismo è un’attività dei muscoli masticatori caratterizzata da:

  • serramento dei denti;
  • digrignamento dei denti;
  • mantenimento della mandibola in contrazione;
  • spinta della mandibola in avanti o lateralmente.

Il bruxismo può manifestarsi:

  • durante il sonno (bruxismo del sonno);
  • durante la veglia (bruxismo della veglia)

Oggi la letteratura scientifica considera il bruxismo non come una malattia in sé, ma come un comportamento motorio che, in alcune persone, può rappresentare un fattore di rischio per diverse problematiche odontoiatriche e muscolo-articolari.

Cos’è il serramento dentale?

Il serramento dentale consiste nel mantenere i denti stretti o i muscoli della mandibola costantemente contratti, spesso senza rendersene conto.

È la manifestazione più comune del bruxismo della veglia.

Molte persone non digrignano i denti durante la notte ma trascorrono gran parte della giornata con i muscoli masticatori in tensione mentre lavorano al computer, guidano, leggono o affrontano situazioni di concentrazione e stress.

Questa contrazione prolungata può sovraccaricare muscoli, articolazioni temporo-mandibolari e denti, favorendo la comparsa di sintomi anche importanti. 

Quali sono i sintomi del bruxismo e del serramento?

I sintomi possono essere molto diversi da persona a persona.
I più frequenti sono:

  • dolore alla mandibola;
  • affaticamento dei muscoli del viso;
  • cefalea, soprattutto al risveglio;
  • dolore alle tempie;
  • cervicalgia;
  • rigidità mandibolare;
  • difficoltà ad aprire completamente la bocca;
  • click o rumori dell’ATM;
  • usura dei denti;
  • fratture dentali;
  • sensibilità dentale;
  • scheggiature di restauri o faccette;
  • dolore durante la masticazione.

In alcuni pazienti il bruxismo può contribuire ad aggravare disturbi temporo-mandibolari già presenti, mentre in altri rappresenta soltanto uno dei fattori coinvolti.

Perché si sviluppa il bruxismo?

Per molti anni si è pensato che il bruxismo fosse causato principalmente dalla malocclusione.
Oggi sappiamo che questa spiegazione è troppo semplicistica.
Le evidenze scientifiche mostrano che il bruxismo ha un’origine multifattoriale e può essere influenzato da numerosi fattori, tra cui:

  • predisposizione individuale;
  • qualità del sonno;
  • stress e fattori emotivi;
  • alcuni farmaci;
  • caffeina, alcol e nicotina;
  • patologie neurologiche;
  • disturbi respiratori del sonno, come le apnee ostruttive (OSAS).

Per questo motivo ogni paziente necessita di una valutazione personalizzata. 

Come si diagnostica il bruxismo?

Una diagnosi accurata richiede una visita specialistica.

Presso l’Istituto Gnatologico Italiano la valutazione può comprendere:

  • anamnesi completa;
  • esame clinico gnatologico;
  • valutazione dell’articolazione temporo-mandibolare;
  • analisi della funzione muscolare;
  • valutazione dell’usura dentale;
  • analisi dell’occlusione;
  • esami strumentali quando indicati, come elettromiografia di superficie (ad esempio con Teethan®) e diagnostica radiologica.

Nei casi selezionati può essere indicato approfondire anche la qualità del sonno mediante esami specifici.

Come si tratta il bruxismo?

Non esiste un unico trattamento valido per tutti.

La terapia viene costruita sulla base della diagnosi e degli obiettivi clinici.

A seconda del caso possono essere indicati:

  • bite occlusale personalizzato;
  • fisioterapia dell’ATM;
  • esercizi per ridurre il serramento diurno;
  • trattamento dei disturbi temporo-mandibolari;
  • riabilitazione odontoiatrica nei casi di usura importante;
  • collaborazione con altri specialisti quando necessario, come medico del sonno, otorinolaringoiatra, fisiatra o neurologo.
  • Infiltrazioni di tossina botulinica nei muscoli masticatori.

L’obiettivo non è soltanto proteggere i denti, ma ridurre il sovraccarico muscolare e articolare, migliorando la funzione e la qualità di vita del paziente.