Presso l'Istituto Gnatologico Italiano a Roma, la salute gengivale ha un ruolo centrale. Le gengive non sono solo un elemento estetico del sorriso: sono la base di sostegno dei denti e contribuiscono alla stabilità della masticazione.
Quando le gengive si infiammano, sanguinano o si ritirano, può essere presente una condizione iniziale come la gengivite, oppure una forma più avanzata come la parodontite, conosciuta anche come malattia parodontale o, nel linguaggio comune, piorrea. Una diagnosi precoce è fondamentale per intervenire in modo mirato e proteggere i denti naturali.
Dottoressa Agata Greco, medico Odontoiatra presso IGI.
Malattia parodontale: cos'è
La malattia parodontale è un’infiammazione cronica dei tessuti dei tessuti di sostegno del dente di origine batterica su paziente con predisposizione genetica . Nella maggior parte dei casi e asintomatica e i sintomi si presentano solo nelle fasi avanzate.
Se non trattata, l’infiammazione si estende in profondità e può causare:
– perdita di supporto osseo;
– retrazione gengivale;
– mobilità dentale;
– spostamento dei denti;
– difficoltà nella masticazione;
– aumento degli spazi tra i denti;
– perdita dei denti nei casi più avanzati.
Per questo motivo, rivolgersi a un centro odontoiatrico con competenze in parodontologia a Roma è importante per individuare la malattia nelle sue fasi iniziali e costruire un percorso terapeutico personalizzato.
Cause e fattori di rischio
Il principale è la cattiva igiene orale su paziente geneticamente predisposto.
Ad aggravare ed accelerare il quadro clinico concorrono alcuni co-fattori di rischio, tra cui:
– il fumo, che indebolisce le difese immunitarie locali e rende le gengive più vulnerabili alle infezioni;
– lo stress;
– il diabete;
– i cambiamenti ormonali;
– l’assunzione di alcuni farmaci.
Conoscere questi fattori è utile per impostare, insieme al professionista di riferimento, un percorso di prevenzione realmente personalizzato.
Sintomi della parodontite
La parodontite nelle fasi iniziali e asintomatica e può evolvere lentamente e, in alcuni casi, senza dolore evidente. Tuttavia, esistono segnali che non dovrebbero essere sottovalutati.
È consigliabile prenotare una visita parodontale in caso di:
– gengive che sanguinano quando si lavano i denti;
– gengive gonfie, rosse o dolenti;
– gengive che si ritirano;
– denti che sembrano più lunghi;
– alito cattivo persistente;
– sapore cattivo in bocca;
– tartaro frequente;
– sensibilità dentale;
– mobilità dei denti;
– denti che si spostano;
– spazi che aumentano tra un dente e l’altro;
– fastidio durante la masticazione.
Questi sintomi possono indicare una gengivite, una parodontite iniziale o una forma più avanzata di malattia parodontale.
Gengivite e parodontite: qual è la differenza
La gengivite è un’infiammazione superficiale delle gengive, spesso causata dall’accumulo di placca e tartaro in individui non geneticamente predisposti. Può provocare sanguinamento, gonfiore e arrossamento gengivale. In caso di gengivite , l’eliminazione della placca mediante mediante trattamento professionale porta alla guarigione completa del quadro conico
La parodontite, invece, coinvolge i tessuti più profondi che sostengono il dente, compreso l’osso. È una condizione più complessa, che richiede diagnosi, terapia e controlli periodici nel tempo.
Intervenire quando l’infiammazione è ancora in fase iniziale permette spesso di evitare l’evoluzione verso una malattia parodontale più avanzata.
Diagnosi parodontale
La diagnosi parodontale permette di valutare lo stato di salute delle gengive e dei tessuti di supporto del dente attraverso la Compilazione della cartella parodontale e la stadiazione della patologia.
Durante la visita vengono valutati diversi aspetti, tra cui:
– sanguinamento gengivale;
– presenza di placca e tartaro;
– profondità delle tasche parodontali;
– recessioni gengivali;
– mobilità dentale;
– perdita di supporto osseo;
– qualità dell’igiene orale domiciliare;
– eventuali fattori di rischio individuali (fumo, stress, diabete, cambiamenti ormonali, terapie farmacologiche in corso).
Questa valutazione consente di distinguere una semplice infiammazione gengivale da una parodontite e di definire il percorso terapeutico più indicato. Anche in assenza di sintomi evidenti — spesso totalmente assenti nelle fasi iniziali — una diagnosi precoce è determinante, perché una volta instauratosi un danno ai tessuti di supporto, questo è molto spesso irreversibile.
Terapia parodontale
Trattamenti non chirurgici e chirurgici per gengive e parodontite
Terapia parodontale non chirurgica
Rappresenta il primo passo nel trattamento della gengivite e della parodontite. Ha l’obiettivo di rimuovere placca, tartaro e batteri responsabili dell’infiammazione, migliorando la salute dei tessuti gengivali e riducendo il sanguinamento e la profondità di sondaggio gengivale. Può includere:
-istituzione di un protocollo di igiene orale domiciliare personalizzato;
– igiene orale professionale con rimozione di placca sopra e sotto-gengivale;
– levigatura radicolare in anestesia locale e trattamento delle tasche parodontali
– rigenerazione non chirurgica dei difetti ossei con acido ialuronico
– controlli periodici;
– terapia di mantenimento.
Terapia parodontale chirurgica
In alcuni casi, quando la malattia parodontale è più avanzata o quando le tasche parodontali non si riducono in modo sufficiente con la terapia non chirurgica, può essere indicata una terapia parodontale chirurgica, mirata anche a sterilizzare le radici infette e a ripristinare un’anatomia che faciliti la successiva terapia di mantenimento.
Chirurgia della tasca resettiva
Chirurgia della tasca rigenerativa
Chirurgia mucogengivale
Mantenimento parodontale
Perché i controlli sono fondamentali dopo la terapia
Dopo la terapia parodontale, il mantenimento è una fase essenziale. La parodontite è una condizione che deve essere controllata nel tempo attraverso richiami periodici — che, per essere realmente efficaci, non dovrebbero superare l’intervallo di 3 mesi, salvo diversa indicazione clinica — igiene professionale e una corretta igiene domiciliare.
Il mantenimento parodontale permette di:
– ridurre il rischio di recidive;
– controllare placca e tartaro;
– monitorare le tasche parodontali;
– prevenire nuove infiammazioni;
– proteggere i denti naturali;
– mantenere stabile il risultato della terapia.
La frequenza dei controlli viene personalizzata in base al quadro clinico del paziente, alla gravità della parodontite e alla risposta ai trattamenti.
Salute gengivale e salute generale: le correlazioni sistemiche
La salute delle gengive non riguarda solo il cavo orale: numerosi studi scientifici hanno indagato come l’infiammazione cronica causata dalla parodontite possa influire negativamente sulla salute generale del corpo. Tra le principali correlazioni identificate:
– Malattie cardiovascolari — i batteri presenti nelle tasche parodontali possono entrare nel flusso sanguigno e contribuire alla formazione di placche aterosclerotiche, aumentando il rischio di infarti e ictus; l’infiammazione sistemica associata alla parodontite può aggravare le condizioni cardiovascolari.
– Diabete — la relazione è bidirezionale: i pazienti diabetici hanno una maggiore predisposizione alle infezioni gengivali, mentre la parodontite può rendere più difficile il controllo dei livelli glicemici, aggravando il rischio di complicazioni come problemi cardiovascolari e renali.
– Complicazioni in gravidanza — le donne con parodontite presentano un rischio maggiore di parto pretermine o di neonati sottopeso; si ipotizza che l’infiammazione parodontale possa stimolare sostanze che innescano il travaglio.
– Malattie respiratorie— i batteri responsabili della parodontite possono essere inalati o aspirati nei polmoni, aumentando il rischio di polmoniti, in particolare nei pazienti con patologie polmonari preesistenti.
– Malattie neurodegenerative — alcuni studi hanno evidenziato una possibile correlazione tra parodontite e un aumento del rischio di patologie come l’Alzheimer, ipotizzando un contributo dell’infiammazione cronica a danni a lungo termine sul sistema nervoso.
Mantenere una buona salute orale è quindi essenziale non solo per prevenire problemi dentali, ma anche per ridurre il rischio di gravi condizioni sistemiche, in particolare nei pazienti già predisposti a diabete o malattie cardiache. Un controllo costante del cavo orale contribuisce a proteggere la salute generale, oltre a quella del sorriso.
