Correzione delle malocclusioni dentro-scheletriche e delle disarmonie del volto.
La chirurgia ortognatica corregge le alterazioni della posizione di mascella e mandibola quando il problema interessa le ossa del volto e non soltanto i denti.
Può essere indicata nei pazienti con:
- seconda classe scheletrica;
- terza classe scheletrica;
- mandibola prominente o arretrata;
- morso aperto scheletrico;
- morso inverso;
- asimmetrie facciali;
- difficoltà nella masticazione;
- alterazioni del profilo del volto;
- problemi respiratori correlati alla struttura cranio-facciale.
Perché si sviluppano le malocclusione dento scheletriche.
Le deformità dento-facciali non hanno quasi mai un’unica causa: nella maggior parte dei pazienti si osserva la sovrapposizione di più fattori, genetici e ambientali, che agiscono in fasi diverse della crescita.
Fattori genetici
La componente ereditaria è spesso la più rilevante: caratteristiche scheletriche come la forma della mandibola, il rapporto tra le arcate o la crescita del terzo medio del volto possono essere trasmesse da genitori a figli, così come avviene per altri tratti somatici di famiglia.
Fattori legati alla gravidanza
In alcuni casi l’alterazione si origina già nella vita intrauterina, per esposizione a farmaci o sostanze, per squilibri ormonali materni o per carenze nutrizionali durante la gestazione, con conseguenze sullo sviluppo delle strutture cranio-facciali del feto.
Fattori acquisiti durante la crescita
Sono probabilmente i più frequenti nella pratica clinica quotidiana: patologie dentali non trattate, infezioni del cavo orale, traumi maxillo-facciali, ma anche abitudini viziate come la suzione prolungata del ciuccio o del dito, la respirazione orale cronica o un’alimentazione povera di stimoli funzionali nei primi anni di vita, che condizionano lo sviluppo osseo mandibolare e mascellare.
Come si arriva alla diagnosi
Uno squilibrio scheletrico si manifesta tipicamente con segni funzionali ed estetici che il paziente riferisce spesso in termini generici, ma che all’esame obiettivo assumono un significato preciso:
• difficoltà nella masticazione o affaticamento mandibolare;
• compensi posturali della lingua e dei denti nel tentativo di correggere un rapporto scheletrico non corretto;
• esposizione gengivale eccessiva o, al contrario, assenza di mostrazione dei denti nel sorriso;
• retrusione o protrusione mandibolare, asimmetrie del volto visibili anche a riposo.
La diagnosi richiede sempre un inquadramento clinico e strumentale completo (analisi cefalometrica, TC cone-beam, studio dei modelli e valutazione funzionale dell’ATM), poiché il quadro estetico da solo non è sufficiente a definire l’entità e l’origine dello squilibrio.
Approccio terapeutico.
Il trattamento viene programmato insieme all’ortodontista e può prevedere ortodonzia pre-chirurgica, intervento e rifinitura post-operatoria.
In alcuni casi è prevista solamente la chirurgia seguita dall’ortodonzia.
Quando indicato, utilizziamo tecniche di chirurgia ortognatica mini-invasiva, che consentono di ridurre il trauma chirurgico, limitare gonfiore e fastidio post-operatorio e favorire un recupero più rapido.
Ogni intervento viene pianificato digitalmente attraverso studio tridimensionale, software dedicati e visore 3D, che permette al paziente di comprendere il trattamento e visualizzare il risultato previsto prima della chirurgia.
L’obiettivo è migliorare occlusione, funzione masticatoria, respirazione, armonia del volto e qualità della vita.
